Se solo potessi parlare…

di Agostino Nicolò

Quante ne ho viste in 50 anni. Di tutti i colori. Ho ospitato bambini, giovani, famiglie, anziani, lavoratori e studenti. Ma anche inglesi, portoricani, americani, australiani, cinesi. Molti non li ho conosciuti, con altri ho trascorso diverso tempo. Alcuni sono passati e passano ancora oggi, altri arrivano per restare e non ripartire più, così devo dire loro addio. Se solo potessi parlare, potrei raccontarne di storie… ma sono discreta. Lo sono sempre stata. Ho lasciato che tutti pensassero e parlassero per i fatti loro, non mi sono mai intromessa.

Quello che posso raccontare è quanto sono cambiata io in questi anni, quanto è cambiata l’Isola, che mi è così vicina da essermi stata messa anche davanti al nome. Certo, negli ultimi dieci anni si è proprio trasformata, ed io con lei, però, nonostante un po’ di malinconia, è giusto così. È il progresso che avanza e con lui tutto ciò che c’è intorno. Di fronte a me guardare la nuova piazza Gae Aulenti è stupefacente, ancora non riesco a crederci.

Io non posso muovermi, sono sempre qui. Ascoltare quotidianamente uomini e donne parlare dell’Isola e di quanto sia cambiata mi affascina molto. Mi verrebbe voglia di abbandonare casa e spostarmi, ma non posso permettermelo. Sono utile per troppe, tante persone, che vanno, vengono, e a volte restano. Così mi devo accontentare di quanto mi viene raccontato, ma ogni tanto mi affaccio in via Pepe per sbirciare e capire quanto il nostro amato quartiere sia diverso da prima.

Via Borsieri, con ristoranti e negozietti, non solo ospita tanti milanesi ed isolani, ma anche i turisti stranieri. Piazza Archinto – per alcuni la Piazzetta – è diventata teatro di aperitivi e di serate affollate da giovani. Via Volturno ospita mia cugina Lilla. Eppure, l’aria è sempre la stessa, ed il mercato del martedì e del sabato lo dimostra. Le signore con carrellini e borse della spesa mi passano a trovare per andare da una parte all’altra della città.

Anche io però sono cambiata, non solo nel look, ma anche interiormente. Una volta ero piccola, ma piano piano con gli anni sono cresciuta. Sono diventata grande, e non per mia volontà ma perchè era necessario. Oggi ospito negozi, librerie, bar, ristoranti… Negli anni Sessanta non ci avrei di certo creduto. Non so se è una cosa positiva o meno, ma di sicuro mi sento più protagonista.

Ora voi penserete che sono una narcisista… Forse è così, lo sono davvero. In tutti questi anni qualche riconoscimento me lo sarò guadagnata o no?! Ho accolto e riscaldato tutti, senza differenze, nelle serate gelide dell’inverno, ed anche in quelle giornate di luglio, quando non vedevano l’ora di lasciare Milano per andare qualche giorno a riposarsi in riva al lago. Mi sono sempre data da fare, per tutti, e continuerò a farlo.

Non sarà certamente qualche cambiamento di stile a trasformare la mia anima. Io rimarrò sempre me stessa. Il mio obiettivo è quello di accogliere ed essere utile agli altri: qualcuno di voi ci riesce?


Agostino Nicolò è nato a Milano ma cresciuto a Luino, sul Lago Maggiore. Calabrese di origini, l’antimafia, nelle stagioni estive, lo avvicina al giornalismo. È giornalista pubblicista e fondatore del blog Lo Stivale Pensante. Vive all’Isola.

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