L’Isola, il prato e il bosco

di Ivan Carozzi

Roberto e Barbara abitavano insieme in via Cola Montano.
Si erano sposati nel 2008. Con loro viveva un gatto. Non avevano figli.
Un’estate lasciarono l’Isola, il quartiere in cui vivevano, e partirono per le vacanze. Portarono con sé il gatto, che per la prima volta usciva dal quartiere.
Arrivarono quindi a destinazione. Intorno alla casa presa in affitto c’era un prato che confinava con un bosco. Il gatto per tutto il viaggio era rimasto chiuso dentro una gabbietta. Arrivati a destinazione, Barbara appoggiò la gabbia sul prato e aprì lo sportellino. Il gatto si guardò intorno, fece qualche passo ed entrò nel bosco.
Roberto e Barbara cercarono il gatto per tre giorni, fino a quando un mattino lo videro nei pressi di un cespuglio. Roberto cercò di attirare l’attenzione del gatto. Il gatto lo vide e restò immobile. A quel punto Roberto gli parlò piano: “Micio, noi stiamo tornando a casa nostra, all’Isola, non vuoi tornare con noi?”.
Allora il gatto che, come dice Kipling, “se ne va da solo e tutti i luoghi sono uguali per lui”, come sentì nell’orecchio la parola ‘isola’, decise di andare e sparire nel bosco.

*Questo racconto è dedicato al gatto che un tempo era disegnato sull’ingresso della scuola elementare Confalonieri, in via Jacopo Dal Verme. Anche lui è sparito nel bosco.


Ivan Carozzi lavora per la rivista Linus e ogni tanto per la tv. Ha scritto per diversi quotidiani e periodici. È autore di Figli delle stelle (Baldini e Castoldi, 2014), Macao (Feltrinelli digital, 2012) e Teneri violenti (Einaudi Stile Libero, 2016).

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